Il metodo di lavoro



Il metodo di lavoro



Le sbarre aeree, posizionate all’altezza dei polsi del danzatore in posizione eretta con le braccia distese verso l’alto, hanno una distanza dal muro di 60 cm per permettere di eseguire gli esercizi posizionandosi esattamente sotto la sbarra che risulta così sospesa sopra la testa, ma raggiungibile con i piedi a terra. Il training segue una sequenza fissa che comincia con l’attivazione muscolare e il riscaldamento del cingolo scapolo omerale con due mani alla sbarra e piedi a terra (in). L’allenamento in sospensione (up) o in fuori peso (out of balance) obbliga alla percezione di allineamento e allungamento consentendo lo sviluppo di una corretta muscolatura in scarico e la coscienza dei movimenti aiuta a creare una memoria muscolare e una consapevolezza nelle transizioni. Per preparare il corpo all’autocorrezione in azioni dinamiche gli esercizi vengono proposti in fuori peso con l’aiuto di accessori (corde di cotone) che, oltre a stimolare costantemente la propriocettività del danzatore, gli permettono contemporaneamente di lavorare sulla presa (grip). La percezione di sé e del proprio corpo costantemente stimolata dalla colonna sonora di accompagnamento porta all’attivazione di tutti i muscoli stabilizzatori che nel lavoro creano un potenziamento globale senza causare ipertrofia delle grandi masse muscolari. Il lavoro eccentrico (fase attiva in allungamento) ha lo stesso scopo. Da qui un corpo efficiente, potente e nello stesso tempo agile. Gli esercizi sono in progressione sempre più difficili in parallelo e in “en dehors”, fino ad arrivare con il tempo ad esecuzioni virtuosistiche, frutto di un calibrato e duro lavoro alla sbarra aerea. Il metodo KAB predilige lo studio senza specchio al fine di concentrarsi solo sul proprio corpo imparando così a sentire e a memorizzare la giusta postura. Tutto il protocollo di lavoro viene eseguito con uno specifico accompagnamento musicale, appositamente composto da Andrea Pozzoli, con sonorità, frequenze e ritmi che tengono conto non solo della dinamica dell’azione, ma anche della percezione profonda di esse, allenando quindi il corpo non solo dal punto di vista motorio ma anche vibratorio ed armonico.

La struttura

La struttura ideata per l’allenamento KAB è essenziale e pratica nella sua semplicità. È costituita da una struttura a parete con una doppia barra in ferro orizzontale adeguabile all’altezza dei danzatori. Per ogni modulo, di una larghezza di circa 2 metri, possono studiare il metodo 3 danzatori per volta. La routine del metodo è strutturata in modo tale che il gruppo di lavoro alterni esercizi alla sbarra aerea e a terra. Accessori fondamentali per lo studio completo di KAB sono fasce di corda a nodo (1 per danzatore) che viene utilizzata nello specifico per gli esercizi di controllo del centro sul fuori peso. È in via di definizione una struttura KAB portatile.